"Il sospetto è che Mosca stia portando avanti un'operazione di disinformazione in Italia". L'analisi di Iacoboni a il Dolomiti, dal comizio di Lavrov ai giornalisti russi nei talk
Il tema, spiega a il Dolomiti il giornalista de La Stampa Jacopo Iacoboni, è stato toccato anche dal Copasir: "Il sospetto è che il comizio del Ministro degli Esteri russo possa inserirsi in un contesto più ampio, in un'operazione di disinformazione del Cremlino che ha come bersaglio l'Italia”

TRENTO. “Lo stesso Draghi ha detto che l'intervento di Lavrov sulla televisione italiana evoca 'strane idee': il sospetto, diciamo, è che il comizio del Ministro degli Esteri russo possa inserirsi in un contesto più ampio, in un'operazione di disinformazione del Cremlino che ha come bersaglio l'Italia”. Un'operazione i cui contorni a questo punto, dice a il Dolomiti Jacopo Iacoboni (giornalista de La Stampa e autore del libro “Oligarchi, come gli amici di Putin stanno comprando l'Italia”), sarebbero abbastanza evidenti, mentre in prima serata nel palinsesto televisivo del nostro Paese le voci della propaganda di Mosca sono ormai una presenza fissa.
Negli scorsi giorni, quella stessa presenza ha spinto infatti il Copasir (il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) a convocare i vertici Rai per un'audizione. Il tema? L'informazione sulla guerra in Ucraina e la presenza di giornalisti e funzionari russi nei dibattiti televisivi. “Qui stiamo parlando di guerra – dice Iacoboni – ed il solito 'teatrino' rischia quindi di sfociare in propaganda, con possibili implicazioni sulla sicurezza nazionale”. Come detto, il sospetto è che il Cremlino stia spingendo per portare avanti una vera e propria operazione di disinformazione in Italia. Un'eventualità che, tra l'altro, ha degli illustri precedenti sia in Europa, con le elezioni francesi e la Brexit, che nelle presidenziali americane.
“A parte Lavrov – continua Iacoboni – non mancano nei talk show nostrani personaggi come il principale anchorman di Rossija 1, Vladimir Solovyev, uno che in prime time sui canali di stato russi parla dell'Occidente come del 'nemico' ed evoca lo spettro del conflitto nucleare, o la portavoce degli esteri russa, Maria Zakharova. Il tutto mentre a livello politico, al viaggio a Washington di Draghi 'rispondono' alcuni pezzi della maggioranza, che vagheggiano di trasferte a Mosca come Salvini e si dicono contrari all'invio di armi "pesanti e letali" come Conte. Lo stesso leader della Lega si è scoperto pacifista, schierandosi fermamente contro la fornitura di armamenti in Ucraina. C'è l'impressione che queste posizioni non dispiacciano a Mosca, e che rendano invece più difficile proprio il lavoro del presidente del Consiglio”.
Un ulteriore (e importante) elemento di rischio è che permettere alla propaganda del Cremlino di apparire in televisione consenta in qualche modo di aggirare le sanzioni imposte dopo l'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina. “Dopo Russia Today e Sputnik – spiega il giornalista de La Stampa – la presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen ha annunciato che nel sesto pacchetto di sanzioni verranno banditi in Europa anche i tre canali di stato russi, dove sono presenti alcuni degli stessi opinionisti che poi vediamo nei programmi italiani”. Una situazione che, negli scorsi giorni, ha portato anche all'ammonimento da parte della Commissione europea, che ha avvertito in sostanza i talk show italiani di evitare di favorire la propaganda russa. “Se sei il direttore di una televisione russa sanzionata – riassume Iacoboni – non puoi semplicemente metterti a fare disinformazione sulla televisione europea”.
Il tema, come detto, è stato toccato anche dal Copasir: “A questo punto si entra naturalmente nel merito di cos'è nella pratica un'operazione di disinformazione – continua Iacoboni – ma penso si possa affermare che nella televisione italiana l'uso della disinformazione da parte di funzionari e giornalisti russi sia estremamente diffuso. Basta pensare, per esempio, alla posizione sulla strage di Bucha della cronista russa Nadana Fridrikhson, anche lei presenza fissa nelle televisioni degli italiani”. Al di là poi dei media 'mainstream', va tenuto anche in considerazione il “rilancio costante” della propaganda di Mosca, sottolinea Iacoboni, dalle ambasciate russe in Europa ed il mondo di disinformazione che si muove sulle chat di Telegram, dirottate in molti casi da megafoni della propaganda no-vax a voci pro-Putin.
Ma se da una parte l'utilizzo propagandistico dei mezzi messi a disposizione da internet e dai social non è una novità per i vertici del Cremlino, ora quella stessa propaganda, almeno in Italia, è entrata nel mainstream. Un passo che rappresenta sostanzialmente un unicum in Europa. “Qui stiamo parlando di interviste in prima serata – conclude Iacoboni – e credo si tratti di un problema specifico della tv italiana. Un problema che è stato sollevato, parlando proprio della struttura dei programmi, anche da diverse giornaliste ucraine, come Olga Tokariuk o Iryna Matviyshyn. Diciamo che siamo tra i Paesi più 'permeati' dalla disinformazione russa”. Il tema è stato toccato recentemente anche da Coda Story, un'importante pubblicazione online che si occupa tra l'altro proprio di disinformazione: “Dai consiglieri del Cremlino ai giornalisti della Tv di stato – si legge nel pezzo dedicato alla propaganda di Mosca nel nostro Paese – i talk show italiani in prima serata forniscono regolarmente una piattaforma a ospiti che portano avanti argomenti in favore dell'invasione, o ripetono gli argomenti del Cremlino”.






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